Dal quotidiano
|
Solidarietà
![]()
«Adotta un bambino, sarai
felice»
Diego e Beatrice in Vietnam per dare amore a Tommaso
La giovane coppia di Lavarone ha accettato la sfida grazie
all´aiuto dell´Associazione Genitori Adottivi
|
A sinistra Diego, Beatrice e
il piccolo Tommaso all´aeroporto di Verona e qui a fianco a tavola con
tanti amici |
Di TIZIANO DALPRA´
LAVARONE - Tommaso racchiude in sé la vita, la speranza e la felicità. Due
occhi enormi, piccole manine che si attorcigliano dentro il passeggino, un
visetto che è da raccontare, una vivacità quasi incontrollabile anche se conta
solo pochi mesi.
I suoi occhi parlano e raccontano le leggende del Vietnam, raccontano della
povertà, della miseria, della voglia di riscatto di un popolo, lui che era
stato abbandonato in un istituto, come tanti, troppi, altri bambini nel mondo.
Abbandonato, lasciato solo appena nato, in una società dove spesso i bambini
vengono usati, sfruttati, per poi essere inesorabilmente messi da parte come
degli oggetti.
Diego e Beatrice, grazie all´Agap (Associazione genitori adottivi e preadottivi),
hanno accettato la sfida dell´adozione, hanno voluto allargare i loro cuori e
far posto a Tommaso.
Per averlo, dopo aver esperito tutto l´iter burocratico, si sono recati in
Vietnam, soggiornandovi per circa una quarantina di giorni.
«Una esperienza significativa, bella, immensamente bella ed emozionante. Non
potrò mai dimenticare quando appena arrivati ad Hanoi una delegazione ci ha
consegnato Tommaso, un bambino piccolissimo, ma stupendo - racconta con le
lacrime agli occhi, Diego, che di professione fa il bancario - ci siamo subito
innamorati di lui, automaticamente lui è entrato senza bussare nei nostri cuori
nella nostra mente. Era nostro figlio a tutti gli effetti, un sogno si era
realizzato.
Un momento indescrivibile, imbarazzante; timorosi siamo andati in farmacia a
comprare il latte in polvere, poi è arrivato il primo bagnetto, fotogrammi
indelebili girati in quella grande camera d´albergo dove tutto sembrava
artefatto».
«Come d´incanto la nostra vita s´era trasformata, arricchita, ora avevamo uno
scopo, un progetto; Tommaso ci guardava e noi guardavamo lui, e più lo
guardavamo e più lo amavamo, più lo sentivamo vicino , lo volevamo stringere
con forza, osservavamo ogni suo piccolo movimento, il suo viso, le sue gambine,
i suoi lineamenti, lui era vietnamita e noi stessi lo eravamo, in una
metamorfosi sublime e splendida» dice emozionata Beatrice.
La storia sovente sa scrivere pagine d´amore, il calamaio del poeta si riempie
di solidarietà e nel traffico e nei rumori assordanti di Hanoi, l´unica voce
che Diego e Beatrice udivano erano i primi gemiti di Tommaso. Quella stanza d´albergo,
seppur squallida e disadorna, ha rappresentato l´involucro primario di una
nuova stagione.
Diego, Beatrice e Tommaso arrivano in Italia, all´aeroporto di Verona
assaporano le prime brezze del nord, per poi salire verso l´altopiano cimbro di
Lavarone, dove abitano.
Ora sono una famiglia, una famiglia “vera”, fatta di responsabilità, di
saggezza, di voglia di contare. «L´adozione è un atto d´amore che ti dona
amore in maniera sempre maggiore e continuativa - sussurra papà Diego - grazie
all´Agap abbiamo partecipato a momenti di confronto tra coppie che stavano
svolgendo il percorso dell´adozione, uno scambio d´esperienze, di convinzioni
reciproche, di informazioni, abbiamo imparato a gestire l´ansia, l´attesa, la
diversità del bimbo adottato, i problemi educativi e sociali legati a questo
particolare atto».
Il tempo corre e nasconde le timidezze iniziali, a poco a poco elimina le
titubanze, le paure e la mamma diventa una dolce e brava mamma, il papà un
bravo e tenace papà, la vita insegna a capire i pianti di Tommaso, a capire
quale latte preferisce, a sentire il suo battito, i suoi primi rudimentali
vocalizzi.
«Ogni giorno siamo alla scoperta di nuove emozioni, Tommaso sta crescendo molto
bene, è sano come un pesce (in Vietnam quando ce lo hanno consegnato aveva la
scabbia), sorride a tutti, è un bambino socievole, dall´indole dolce. Osserva
ogni cosa, è particolarmente attratto dagli altri bambini, soprattutto dai
cuginetti, Giulia, Gregorio, Giorgia e Marianna. È ancora piccolo ma capisce
ogni cosa, e sa farsi capire, anche se forse lo abbiamo po´ viziato» sussurra
Beatrice.
Non importa, è un raggio di sole che scalda una casa, che riaccende i fuochi
dell´amore, che porta serenità e felicità. Un bambino che grazie ad un gesto
d´amore si è ripreso la sua vita e può contare quasi con certezza su un
futuro dignitoso. Ma, ahimè, nel mondo ci sono decine di migliaia di bambini
come Tommaso che sognano un futuro fatto di normalità, di piccole carezze sul
viso, di un gioco, di tenerezza, di un bicchiere di latte al mattino ed uno alla
sera, di qualcuno che racconti a loro una fiaba prima di addormentarsi, …ma, i
sogni restano sogni e il futuro per loro è un tunnel buio, è già passato.
********************