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Dal quotidiano      

  di martedì 19 agosto 2003 pag. 35

 

Solidarietà

«Adotta un bambino, sarai felice»
Diego e Beatrice in Vietnam per dare amore a Tommaso

La giovane coppia di Lavarone ha accettato la sfida grazie all´aiuto dell´Associazione Genitori Adottivi

 

A sinistra Diego, Beatrice e il piccolo Tommaso all´aeroporto di Verona e qui a fianco a tavola con tanti amici

 

Di TIZIANO DALPRA´


LAVARONE - Tommaso racchiude in sé la vita, la speranza e la felicità. Due occhi enormi, piccole manine che si attorcigliano dentro il passeggino, un visetto che è da raccontare, una vivacità quasi incontrollabile anche se conta solo pochi mesi.
        I suoi occhi parlano e raccontano le leggende del Vietnam, raccontano della povertà, della miseria, della voglia di riscatto di un popolo, lui che era stato abbandonato in un istituto, come tanti, troppi, altri bambini nel mondo. Abbandonato, lasciato solo appena nato, in una società dove spesso i bambini vengono usati, sfruttati, per poi essere inesorabilmente messi da parte come degli oggetti.
        Diego e Beatrice, grazie all´Agap (Associazione genitori adottivi e preadottivi), hanno accettato la sfida dell´adozione, hanno voluto allargare i loro cuori e far posto a Tommaso.
        Per averlo, dopo aver esperito tutto l´iter burocratico, si sono recati in Vietnam, soggiornandovi per circa una quarantina di giorni.
        «Una esperienza significativa, bella, immensamente bella ed emozionante. Non potrò mai dimenticare quando appena arrivati ad Hanoi una delegazione ci ha consegnato Tommaso, un bambino piccolissimo, ma stupendo - racconta con le lacrime agli occhi, Diego, che di professione fa il bancario - ci siamo subito innamorati di lui, automaticamente lui è entrato senza bussare nei nostri cuori nella nostra mente. Era nostro figlio a tutti gli effetti, un sogno si era realizzato.
Un momento indescrivibile, imbarazzante; timorosi siamo andati in farmacia a comprare il latte in polvere, poi è arrivato il primo bagnetto, fotogrammi indelebili girati in quella grande camera d´albergo dove tutto sembrava artefatto».
         «Come d´incanto la nostra vita s´era trasformata, arricchita, ora avevamo uno scopo, un progetto; Tommaso ci guardava e noi guardavamo lui, e più lo guardavamo e più lo amavamo, più lo sentivamo vicino , lo volevamo stringere con forza, osservavamo ogni suo piccolo movimento, il suo viso, le sue gambine, i suoi lineamenti, lui era vietnamita e noi stessi lo eravamo, in una metamorfosi sublime e splendida» dice emozionata Beatrice.
         La storia sovente sa scrivere pagine d´amore, il calamaio del poeta si riempie di solidarietà e nel traffico e nei rumori assordanti di Hanoi, l´unica voce che Diego e Beatrice udivano erano i primi gemiti di Tommaso. Quella stanza d´albergo, seppur squallida e disadorna, ha rappresentato l´involucro primario di una nuova stagione.
         Diego, Beatrice e Tommaso arrivano in Italia, all´aeroporto di Verona assaporano le prime brezze del nord, per poi salire verso l´altopiano cimbro di Lavarone, dove abitano.
         Ora sono una famiglia, una famiglia “vera”, fatta di responsabilità, di saggezza, di voglia di contare. «L´adozione è un atto d´amore che ti dona amore in maniera sempre maggiore e continuativa - sussurra papà Diego - grazie all´Agap abbiamo partecipato a momenti di confronto tra coppie che stavano svolgendo il percorso dell´adozione, uno scambio d´esperienze, di convinzioni reciproche, di informazioni, abbiamo imparato a gestire l´ansia, l´attesa, la diversità del bimbo adottato, i problemi educativi e sociali legati a questo particolare atto».
       Il tempo corre e nasconde le timidezze iniziali, a poco a poco elimina le titubanze, le paure e la mamma diventa una dolce e brava mamma, il papà un bravo e tenace papà, la vita insegna a capire i pianti di Tommaso, a capire quale latte preferisce, a sentire il suo battito, i suoi primi rudimentali vocalizzi.
       «Ogni giorno siamo alla scoperta di nuove emozioni, Tommaso sta crescendo molto bene, è sano come un pesce (in Vietnam quando ce lo hanno consegnato aveva la scabbia), sorride a tutti, è un bambino socievole, dall´indole dolce. Osserva ogni cosa, è particolarmente attratto dagli altri bambini, soprattutto dai cuginetti, Giulia, Gregorio, Giorgia e Marianna. È ancora piccolo ma capisce ogni cosa, e sa farsi capire, anche se forse lo abbiamo po´ viziato» sussurra Beatrice.
       Non importa, è un raggio di sole che scalda una casa, che riaccende i fuochi dell´amore, che porta serenità e felicità. Un bambino che grazie ad un gesto d´amore si è ripreso la sua vita e può contare quasi con certezza su un futuro dignitoso. Ma, ahimè, nel mondo ci sono decine di migliaia di bambini come Tommaso che sognano un futuro fatto di normalità, di piccole carezze sul viso, di un gioco, di tenerezza, di un bicchiere di latte al mattino ed uno alla sera, di qualcuno che racconti a loro una fiaba prima di addormentarsi, …ma, i sogni restano sogni e il futuro per loro è un tunnel buio, è già passato.

 

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